Il Cane da Lupo Cecoslovacco

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IL CANE LUPO CECOSLOVACCO

Con Massimo Zerboni e Roberta Petralia Allevamento ENCI FCI Lupimax
a cura di Federica Cuccagna, Addestratore ENCI

– Come nasce la vostra passione per i CLC?

Vengo dal Pastore tedesco, volevo un cane con meno problemi di salute quindi ho visto un CLC, razza nata di recente. Morto il mio ultimo PT, ho acquistato una femmina di CLC pensando erroneamente di vivere con un PT.

– Massimo, lo descrivi come un cane per molti ma non per tutti: perché?

I CLC non vogliono un padrone, ma un vero capobranco inteso come leader, guida , perché caratterialmente più lupo che cane, se chi lo prende non lo sa gestire e non sa essere leader, può indurre il cane a diventare lui il leader con le conseguenze che ne derivano.

– Si chiacchiera molto ed in modo controverso sul carattere del CLC, sull’influenza che possa avere la percentuale di lupo nel DNA. Cosa ne pensi?

Caratterialmente è molto più lupo che cane, diffidente con gli estranei, morbosamente attaccato al suo branco da difendere in caso di necessità. Vero è che lentamente, in questi tredici anni di diffusione esponenziale, (2014 nati con pedigree 1187 dati ENCI) il suo carattere si sta sempre più modificando, andando verso il carattere del cane, a parer mio grazie anche a molti proprietari coscienziosi. Tredici anni fa la gestione, specialmente di un maschio con gli altri cani, era molto difficile.

– Quali sono i requisiti per essere un buon compagno umano e un vero riferimento e quali sono le fondamentali necessità per un CLC?

Essere un leader capace e coerenza nelle regole da rispettare!

– “Pregi” e “difetti” del CLC ( per difetti intendiamo particolarità caratteriali e fisiche che possono risultare difficili da gestire ).

Cane molto intelligente, osservatore, memorizza le azioni di tutti. Impara in fretta ma decide lui quando applicare ciò che ha imparato. Morbosamente attaccato al suo branco e leader. Lasciato in solitudine si attiva nel provare e sperimentare combinando guai.

Il CLC è nato come “cane da lavoro”, sono previste prove di lavoro? Esiste una distinzione tra linea da bellezza e quella da lavoro come accade nei pastori tedeschi ed in altre razze? In tal caso quali sono le differenze?

Nasce come cane da confine nella Ex Repubblica Cecoslovacca negli anni ’50. In Italia le prove lavoro che deve sostenere, sono IPO1/2/3 , le prove di resistenza : 40 -70 – 100 km. Il loro passo è 16/18 km/h. Non esiste ancora una distinzione tra Bellezza Lavoro. Le prove CAL 1 E CAL 2 non sono più prove valide né per il campionato sociale né come prove lavoro.

Le qualità di un CLC per poter essere buon cane da lavoro?

Deve essere un cane predisposto e deve esserci rapporto di fiducia molto forte tra il CLC e il suo leader.

– A chi consigliaresti un compagno CLC e chi non lo consiglieresti?
Animale affascinante da ogni punto di vista, danni compresi, ancora molto selvatico nelle sue manifestazioni ma lo Sconsiglierei a chi non può stargli accanto costantemente.

Quali sono le prime regole per una perfetta convivenza con il CLC? Esistono differenze rilevanti di carattere tra CLC maschi e femmine?

Branco il più possibile sempre unito. Di solito Il maschio di CLC occupa una posizione sociale più della femmina.
Quali consigli dareste ad una famiglia con bambini ed altri animali che volesse convivere con un CLC?

Stare attenti ai loro dentini aguzzi nei primi mesi della crescita e non essere eccessivamente apprensivi.

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È vero che più CLC formano un branco e se si questo branco avrà di un leader? Cosa accade quando si forma un ” branco umano ” genitori e figli e un branco di CLC? Tutto più semplice o più complicato?

Per un CLC avere un leader capace è fondamentale. Il sangue di lupo è sempre molto presente nel suo carattere. Nel branco si integra velocemente, cercando si scalare la gerarchia ed arrivare ad essere un alfa.

– Perché secondo voi gli appelli di smarrimenti di CLC sono aumentati nel corso degli ultimi anni? Perché addirittura molti CLC, maschi soprattutto, cercano adozione?
Gli smarrimenti sono aumentati perché grazie ad internet se ne sa di più dei CLC e sono aumentate le persone che hanno deciso di avere uno in famiglia, poi c’è chi li prende per moda, (fa FICO dire di avere un LUPO) non sa essere un valido leader, come già detto in precedenza.

-Cosa è impossibile pretendere da un CLC?

Non fare danni quando è solo.

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Le maggiori difficoltà che avete incontrato con i vostri primi CLC?

Ho avuto una femmina, tredici anni fa, che non riusciva a rimanere nel suo territorio, voleva esplorare ed andare sempre oltre.

Siete veramente soddisfatti del vostro rapporto con i CLC quando…?

Soddisfatto sempre.

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– Vi siete veramente preoccupati quando…?

Mi preoccupo quando li devo lasciare soli e liberi.

Come deve essere un CLC equilibrato caratterialmente e sano fisicamente? A cosa bisogna prestare attenzione in particolare?

Se viene socializzato fin da piccolo ai rumori, alle persone, agli oggetti, agli altri cani e gli animali, sicuramente in età adulta sarà un animale equilibrato, inoltre, con una alimentazione corretta e soprattutto avendo cura nello scegliere stalloni e fattrici per gli accoppiamenti, che non abbiamo consanguineità avrà molte probabilità di essere un cane sano.

– Il CLC è un cane di moda?

Purtroppo è diventato negli ultimi anni un cane di moda, acquistato da molti pensando di sfoggiare un LUPO.

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– Un CLC, una coppia, un branco? Come vive meglio?
A parer mio è meglio averne uno solo da gestire, ma volendo avere la coppia è preferibile educarne uno e successivamente prendere il secondo, così che trovi nel primo una guida. Prendere la coppia vuol dire dargli la possibilità di fare branco, e non seguire il loro leader (proprietario).

– E’ giusto costringere il CLC a vivere in appartamento?

Un CLC deve essere stimolato molto in spazi aperti, perché non abbia voglia di combinare guai in casa e comunque appartamento, stanza o giardino, per un CLC è importante vivere costantemente accanto al suo amico leader umano!

– Massimo sei in relax, davanti hai il tuo branco di CLC, qual è la prima sensazione che provi?

Sorridendo rispondo: Una sensazione indescrivibile e allo stesso tempo un senso di pesantezza, te li ritrovi tutti sopra di te, uno sopra l’altro!

– Massimo meglio il collare o la pettorina per i CLC? Guinzaglio lungo o corto? E se li lasciassimo liberi in un bosco o in un parco?

Li Preferisco liberi da ogni costrizione ma tra i due preferisco il collare, utilizzo la pettorina quando siamo con la Protezione Civile. Se si tratta di un solo CLC ben educato, nessun problema sia in un bosco sia incontrando un altro cane, se si tratta di un cane non ben educato qualche problemino potrebbe nascere, nel bosco dobbiamo ricordarci che è un predatore, incontrando qualche altro cane sopratutto dello stesso sesso e maschi dobbiamo stare un po’ attenti. Se si tratta di CLC in branco e nel bosco si incontra un animale diventano subito cacciatori, Incontrando un altro cane vorranno conoscerlo annusandolo, spesso però vorranno farlo tutti insieme, causando la fuga del cane sconosciuto che di solito viene inseguito per poterlo annusare, creando così confusione negli approcci.

– In linea teorica e generale, come si rapporta un CLC incontrando cani estranei fuori del proprio territorio? Quali suggerimenti vi sentite di offrire ad un proprietario?

Se ben socializzato, non ci sono problemi,

– Pensate esista una corretta ed adeguata informazione su questa razza?

Purtroppo non trovo un’adeguata informazione e chi lo acquista pensa di sapere tutto. Neppure io penso di sapere tutto di questa meravigliosa razza che allevo da tredici anni.

Le domande le rivolgo ad entrambi perché è noto che Roberta ha un ruolo fondamentale nell’allevamento, soprattutto per i viaggi che affronta con i vostri lupi per una selezione corretta della razza: chi dei due ottiene più facilmente attenzione dai vostri CLC? Insomma, chi porta i pantaloni nell’allevamento LUPIMAX? E, cosa ben più importante, chi li coccola di più?

Il leader non è quello che porta i pantaloni in questo Allevamento, ma quello che porta la barba! Roberta, quando è con noi, ha un ruolo fondamentale con le coccole e soprattutto con i cuccioli.

– Rapporto gatti-CLC? Uccelli-CLC? Area cani- CLC? Estranei alla famiglia-CLC?

Se il gatto vive già in famiglia non dovrebbero presentarsi problemi , cresceranno insieme. Con i volatili potrebbe essere un rischio perché tutto ciò che si muove deve essere inseguito.

– Tre azioni da evitare con un CLC?
In caso che il clc non ti conosca, mai fare la prima azione ma aspettare che sia il cane ad avvicinarsi e mai avere scatti nei movimenti. Evitare di essere incostanti ed indecisi nei comandi e nelle regole da adottare e adottate e, soprattutto, essere umili, ascoltare le persone che hanno maggiore esperienza. Inoltre non dimentichiamoci che è un cane, poco più impegnativo di un cane.


Tamara Paciccio

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Allevamento Alani  ” Della Luce Tranquilla “

CI PARLI DELLA RAZZA CHE HA SCELTO DI ALLEVARE. COME RIASSUMEREBBE LE SUE CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE E QUAL’E’ LA VOCAZIONE PER LA QUALE E’ STATA SELEZIONATA NEL TEMPO?
L’alano è un grande cane, in tutti i sensi. La taglia, per intenderci, è quella di un pony Shetland, con la corporatura elastica, però, di una gazzella. Il peso è quello di un essere umano: tra i 70 e i 90 kg i maschi e tra i 50 e i 65 kg le femmine. L’aspetto fisico dell’alano e la sua mole lo rendono uno dei cani più attraenti in assoluto e non a caso viene definito “Apollo delle razze canine”, per il suo portamento maestoso, l’armonia delle linee e delle proporzioni, il movimento agile e vigoroso al tempo stesso. L’alano esprime il giusto equilibrio tra eleganza e potenza, sostanza e distinzione, derivato dall’incrocio tra gli antichi molossi ed i levrieri da cui discende. Dai molossi ha ereditato la struttura ossea possente, la testa rettangolare, la pelle abbondante. Dai levrieri ha preso l’altezza, la grazia del movimento e la distinzione del portamento. E’ veramente difficile trovare un appassionato cinofilo che non rimanga affascinato dalla bellezza statuaria e dall’espressione di un alano, declinate nelle varietà di colore in cui è allevato attualmente: fulvo, tigrato, nero, arlecchino e blu.
Originariamente utilizzato come cane da caccia per la grande selvaggina, l’alano, sin dall’inizio del Medioevo, ha avuto anche il ruolo di guardiano nella casa dell’uomo, a differenza degli altri cani da caccia e da guardia della proprietà, che erano generalmente relegati fuori dalle mura domestiche. Sono quindi trascorsi secoli in cui gli alani hanno vissuto notte e giorno accanto ai loro padroni, condividendone i pasti e vegliando sul loro sonno. Milioni di giorni e di notti durante i quali si è modificata anche l’iniziale vocazione della razza e gli alani hanno sviluppato e interiorizzato a livello filogenetico una loro socialità tutta speciale verso le persone. L’alano è andato così consolidando, nel tempo, quello che attualmente è: uno straordinario cane da compagnia insieme al quale non sentirsi mai soli o insicuri, un “cane da accompagnamento, da guardia e da protezione” come lo definisce il suo standard ufficiale. L’alano è dotato in sintesi di un’inclinazione così apprezzabile verso gli umani, da rapire per sempre il cuore di chi abbia la fortuna di averne uno come compagno di vita, tanto da rendere quasi impossibile cambiare razza.

 

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COSA RACCHIUDE INVECE IL CARATTERE DELLA RAZZA E QUAL’E’ IL COMPORTAMENTO TIPICO DI QUESTO CANE?
Il carattere, e non la sua bellezza, come ho già accennato, è il vero tesoro dell’alano. Anche nel carattere, infatti, questo cane racchiude in sé il meglio del molosso e il meglio del levriero: istintivamente buono, tranquillo, protettivo e con una soglia di reazione elevata come il miglior molosso, ma allo stesso tempo attaccatissimo alla sua famiglia, riservato con gli estranei ed in possesso di grandi doti atletiche come il miglior levriero. Ha bisogno di vivere in famiglia e non può essere tenuto isolato in un giardino. Non è infatti un cane territoriale adatto alla guardia di una proprietà, il suo essere guardiano lo esplica soprattutto proteggendo i componenti del suo “branco misto”, canino e animale. E’ un cane gentile, paziente e affidabile, con un’altissima tolleranza alle provocazioni, scarsa aggressività e una grande capacità di riflessione e di discernimento. Tuttavia, se trova le ragioni per entrare in azione, la sua forza può essere devastante. E’ un compagno fedele con una forte personalità e grandi capacità di adattamento, che ha bisogno di essere sempre in contatto con gli umani. E’ attraverso il piacere di stare insieme ai suoi familiari umani, infatti, che sviluppa la sua particolare intelligenza capace di ragionamenti complessi e per questo ricerca un vero contatto fisico con il padrone, lo segue ovunque ed è disposto a qualsiasi sacrificio pur di restargli vicino. Nonostante la mole, in casa, pur necessitando di una cuccia adeguata alla sua taglia…. non occupa infatti molto spazio. Consapevole delle sue dimensioni, è capace di muoversi in piccoli spazi con una delicatezza sorprendente. Chi sceglie di condividere la propria vita con un alano, può essere certo di avere detto addio alla solitudine e deve apprezzare nella quotidianità il suo modo così assoluto di amare. Questo significa, a parte ovviamente farlo vivere in casa con piena dignità di membro della famiglia, essere disposti a fare delle attività insieme a lui, dalle passeggiate, ai giochi, alle vacanze, avendo la capacità di sentirsi sempre due menti che si confrontano con il mondo.

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QUALI SONO LE DIFFICOLTA’ DI CUI BISOGNA ESSERE CONSAPEVOLI NELLO SCEGLIERE UN CUCCIOLO DI QUESTA RAZZA COME COMPAGNO DI VITA?
La natura istintivamente buona e protettiva, il grande bisogno di contatto e il naturale piacere di stare insieme con la famiglia umana che lo accoglie, rapidità e facilità di apprendimento sono le caratteristiche con cui “si presenta al mondo” un cucciolo di alano bene allevato e socializzato. L’alano è dunque, nel complesso, un cane di facile gestione, per la sua indole affidabile, obbediente e disponibile ad imparare, ma allo stesso è tempo un cane impegnativo. Nell’educare un cucciolo di alano, bisogna tenere presente la dimensione che raggiungerà da adulto, non permettendogli da subito di fare ciò che potremmo poi non gradire più da un gigante di 90 kg dotato di una forza immensa. Gli alani sono intelligenti, determinati e caparbi e sanno sempre escogitare sistemi per ottenere quello che ritengono loro dovuto. Sono cani a cui chiedere collaborazione, non obbedienza; eseguono le richieste solo per la fiducia e l’amore che nutrono verso la loro famiglia, non per soggezione. Pertanto il compagno di vita umano di un alano deve essere in grado di conquistarsi, oltre all’affetto che il suo cane nutrirà per lui spontaneamente, il ruolo di guida educativa e normativa, attraverso un comportamento giusto, fermo e coerente. Fare i conti con le sue dimensioni non significa solo riservargli gli spazi adatti, automobile compresa, ma anche essere disposti a sostenere le spese per l’alimentazione, gli accessori, le cure veterinarie, tutte “maggiorate” in proporzione al suo peso. La crescita fisica degli alani cuccioli risulta poi particolarmente impegnativa, perché spaventosamente veloce: è essenziale dunque alimentarli nella maniera più appropriata ed evitare ogni stress alle cartilagini in accrescimento per garantire loro il migliore sviluppo. Il principale rischio per la salute degli alani (avendo avuto cura, con una buona selezione, di scongiurare l’ereditarietà genetica di altre patologie) è rappresentato dalla sindrome di dilazione-torsione gastrica. Le morti per torsione dello stomaco tra i rappresentanti della razza sono molto numerose, pertanto è assolutamente consigliabile sottoporre l’alano in giovane età all’intervento di fissazione dello stomaco, la cosiddetta gastropessi preventiva. Infine, è giusto ricordare che l’alano, come tutte le razze più grandi, non è longevo, ma questo, a mio modo di vedere, non è un buon motivo per privarsi della possibilità di godere fino in fondo della compagnia insostituibile di questo gigante buono.

 

04 PericlePericle Dalla Luce Tranquilla

 

PERCHE’ HA SCELTO IN PARTICOLARE DI ALLEVARE QUESTA RAZZA?
Sono cresciuta insieme a tantissimi cani e gli animali sono una parte molto importante della mia vita. Come essere umano io riconosco di avere un grande debito di gratitudine nei loro confronti, poiché mi hanno permesso di sviluppare gran parte delle mie capacità di relazione, di mediazione e di apertura mentale, cioè la mia stessa cultura. Quando a 8 anni dovetti lasciare con grande dolore la casa di campagna dove ero cresciuta e tutti i miei animali per andare a vivere in una città all’estero per qualche tempo, per sentirmi sicura e amata inventai un “cane invisibile”, che era un alano. Attraversavo le strade piene di traffico e prendevo il tram per andare a scuola tenendo al guinzaglio il mio “alano invisibile” e parlando con lui, e così non mi sentivo mai sola e non avevo paura di niente. Avevo letto nei libri del carattere dell’alano e il mio compagno immaginario me lo costruivo proprio così. Nel 1999 è arrivata la mia prima femmina di alano, Scilla, e mi ha confermato quello che sapevo fino ad allora solo in teoria su questa razza eccezionale. Gli alani, a me, hanno donato la consapevolezza del valore del “vincolo”, inteso come l’amicizia e l’amore nelle loro accezioni più elevate. I miei alani per me sono quello che Konrad Lorenz chiama “l’animale con la valenza di casa”, cioè sono capaci di farmi sentire completa, felice e a mio agio ovunque mi trovi se ci sono loro. Degli alani apprezzo tanto il senso dell’umorismo, che è una delle grandi risorse della civiltà, perché riescono sempre a farmi ridere con le loro pose buffe, richiamandomi alla realtà del vivere l’attimo presente, quando il mio umore risente delle fluttuazioni della mente tipiche di noi umani. Gli alani, poi, non smettono mai di stupirmi per la capacità di riflessione che hanno grazie alle loro soglie di reazione tanto elevate, come quando, il mio Pericle della Luce Tranquilla ha lasciato tutti di stucco riuscendo a trovare ciascuno dei figuranti nascosti nel bosco, con molta flemma ma con assoluta certezza, durante un seminario di ricerca in superficie, che non è proprio un’attività a cui gli alani sono portati.

 

23 madre con cuccioli

 

COME HA INIZIATO IL SUO PERCORSO DI ALLEVATORE?

Nel 2002 ho fatto il primo passo, acquistando un alano blu da riproduzione e da esposizione, Bettyblu, e con lei ho iniziato a frequentare il mondo delle esposizioni canine e ho vissuto poi l’esperienza magica di allevare la mia prima cucciolata. L’interazione con la madre e con i cuccioli e la possibilità di seguire il loro sviluppo fisico e comportamentale giorno per giorno, trovando dimostrazione di quanto sino ad allora avevo solo studiato e osservato ed apprendendo sempre qualcosa di nuovo in ogni momento, mi hanno assolutamente conquistata. Ho così deciso di intraprendere seriamente il percorso che mi avrebbe portata a coronare il mio sogno segreto di bambina: diventare un allevatore di alani.
Otto anni dopo, grazie ai risultati in ottenuti in esposizione e alle cucciolate nate dalle mie femmine, il mio allevamento ha ottenuto il riconoscimento ufficiale dell’ENCI e della Federazione Cinologica Internazionale con il suffisso “della Luce Tranquilla”.
In 4 anni i miei alani mi hanno regalato oltre 20 titoli di bellezza, tra campionati italiani ed internazionali, e mi hanno permesso di vivere emozioni che resteranno per sempre incise nel mio cuore, come il Best in Show come miglior gruppo di allevamento all’Euro Dog Show di Brno conquistato da Bastet, Pericle e Polissena della Luce Tranquilla, il secondo posto del mio indimenticabile campione Bonten al Championnat de France-World Dog Show di Parigi e, due anni dopo, la vittoria di sua figlia Bastet, nella stessa classe intermedia, all’European Dog Show di Ginevra. Per valutare correttamente questi risultati, occorre considerare che sono stati conseguiti con un numero molto ristretto di cani: in allevamento vivono infatti soltanto quelli a cui riconosco di essere in grado di dare tutto l’amore, le attenzioni, le occasioni di socializzazione, la vita in famiglia e gli spazi di cui un alano ha bisogno, senza dover confinare nessuno in un box.

QUALI SONO, SECONDO LEI, LE PRINCIPALI COMPETENZE CHE DEVE POSSEDERE UN BUON ALLEVATORE?
Un allevatore deve conoscere i meccanismi della genetica e le tecniche di selezione per produrre esemplari sani ed equilibrati, oltre che belli e corretti dal punto di vista morfo-funzionale. Deve studiare gli standard delle razze che ha scelto di allevare e le linee di sangue dei riproduttori attivi in Italia e all’estero per individuare i migliori accoppiamenti, conoscere la cinofilia ufficiale e le normative sanitarie e fiscali che governano il settore. Deve essere preparato sulla morfologia, la socialità, la comunicazione del cane, oltre che sui suoi cicli riproduttivi, sulla gravidanza e sul parto. Deve conoscere le patologie più frequenti nelle varie fasi della vita dei cuccioli e degli adulti, saperle individuare e trattare. Una genealogia selezionata con cura per morfologia, carattere, equilibrio e salute è infatti un vero marchio di qualità del cane e dietro alla nascita di un cucciolo ci deve essere un grande lavoro di selezione, di cura, ma anche di socializzazione. Ne consegue che per chi desidera allevare è fondamentale conoscere l’espressione e la formazione dei comportamenti del cane, lo sviluppo e la struttura della sua mente e dei suoi apparati sensoriali e le modalità con cui apprende. Per quanto mi riguarda, io ho scelto di accompagnare lo sviluppo del mio allevamento con un mio personale percorso di studi specialistici: ho così conseguito i diplomi di terapeuta del comportamento cinofilo e di educatore-istruttore cognitivo comportamentale, per acquisire una formazione adeguata in campo cinotecnico, zooantropologico e relazionale che mi consente di gestire al meglio la relazione con i miei cani da riproduzione, con i cuccioli e con le loro future famiglie.

L’ALLEVATORE E’ LA FIGURA DI RIFERIMENTO PER I SUOI CANI, PER I CUCCIOLI CHE ALLEVA E PER I SUOI CLIENTI. CHE RESPONSABILITA’ PORTA CON SE’ QUESTO RUOLO?
Al piacere di crescere una propria cucciolata si accompagna in primo luogo un basilare dovere educativo verso i cuccioli, poiché essi trascorrono la gran parte dei propri periodi sensibili con l’allevatore. Il loro corretto sviluppo comportamentale, basilare per il loro futuro inserimento nella società umana, dipenderà infatti proprio da come sono stati cresciuti in questa fase fondamentale della loro vita, perché, anche se il carattere ha base ereditaria, gran parte del comportamento del cane adulto dipende da come è stato allevato nelle prime settimane di vita e persino da come è stata trattata la madre durante la gravidanza.
Oltre all’educazione dei cuccioli, l’allevatore deve saper gestire le relazioni interpersonali con le loro future famiglie, fornendo ai neo proprietari le indicazioni necessarie per impostare il più correttamente possibile la relazione cucciolo/adopter e cercando di indovinare il migliore abbinamento con i vari possibili soggetti della cucciolata.
L’allevatore è inoltre responsabile di offrire condizioni di vita appropriate ai cani che compongono il suo allevamento, rispettandone il benessere psicofisico, le esigenze sociali ed il bisogno di sperimentarsi per tutto l’arco della loro vita, dalla nascita fino alla fine della loro “terza età”.
Nel caso degli alani, per i quali l’esigenza di condividere spazi e tempi della vita della famiglia costituisce un bisogno imprescindibile, questo significa, ad esempio, che la mia casa è sempre tanto popolata di “amici pelosi”, da somigliare più che altro ad un “canile con umani”. Tutto è relativo come sempre nella vita, per cui, per me, il non avere una casa linda e pinta non rappresenta una rinuncia, ma piuttosto il giusto prezzo da pagare per avere il privilegio di avere sempre con me i miei amati alani.
Considerando poi che allevare è una passione che coinvolge e che tende inevitabilmente a crescere, l’allevatore deve gestire gruppi di cani evitando ogni rischio, tenendo presenti le necessità connesse al loro tipo di socialità e le relative interazioni gerarchiche.

SECONDO QUALI CRITERI SCEGLIE I SUOI RIPRODUTTORI?
Analizzare le linee di sangue per scegliere con cura la genealogia è tanto più necessario nel caso di un gigante come l’alano. I genitori dei miei cuccioli sono selezionati per morfologia, carattere, intelligenza, equilibrio, salute e longevità, sottoposti a radiografie per il controllo della displasia e ad esame ecocardiografico.
Dietro la nascita di ogni cucciolo c’è un grandissimo lavoro. Nell’accoppiamento pongo attenzione a ricercare il migliore abbinamento possibile degli stalloni per le mie fattrici, per ottenere dei cuccioli che esaltino i pregi di entrambi e mitighino i piccoli difetti che tutti i cani in qualche misura hanno, progredendo sempre, di generazione in generazione. Quando non utilizzo maschi di mia proprietà, scelgo solo cani che ho conosciuto personalmente nel tempo e di cui ho potuto apprezzare carattere, stato di salute e comportamento in allevamento e nei ring. Fondamentale, per me, è l’impostazione della relazione con la futura madre, da cui discenderà poi la sua disponibilità di fidarsi e affidarsi a me durante il parto e la crescita dei cuccioli e, dunque, la possibilità di aumentare il benessere e la sopravvivenza di tutti i nascituri. Io ho scelto di mettere in razza solo cagne allevate da me che siano anche campionesse, e questo non solo perché, oltre che da me, le loro caratteristiche morfologiche siano state giudicate di eccellenza anche da un plateau di giudici internazionali, ma anche perché una cagna che ha completato insieme a me il lungo percorso che porta a diventare una campionessa, è un’alana che ha viaggiato, incontrato e sperimentato completamente se stessa in tante dimensioni, che possiede, in sostanza, un proprio bagaglio culturale da trasmettere ai discendenti.
Dalla qualità del piano prossimale di esperienza di mamma cane e dalla sua conseguente capacità di interagire con il mondo esterno deriverà infatti la sua efficacia nell’insegnare ai cuccioli a interagire con i cospecifici, con le altre specie animali e con l’ambiente. La madre, per i cuccioli, rappresenta la “base sicura” da cui ritornare per metabolizzare ed imparare a gestire le emozioni positive e negative cui vanno incontro durante le prime esplorazioni, processo fondamentale per una corretta formazione delle soglie di reattività ai vari stimoli emozionali della vita.

 

12 RomanRoman Dei Monti Kreton ( recupero comportamentale della luce tranquilla )

 

COME GESTISCE LE FASI DELLA CRESCITA DEI CUCCIOLI CHE AVVENGONO IN ALLEVAMENTO?
Il dovere educativo verso i cuccioli e la corretta impostazione di base della loro relazione con le future famiglie costituiscono, per me, un elemento basilare della mia professione. I miei alani sono trattati con amore e rispetto sin dal loro primo giorno di vita, crescono in casa e in giardino, sempre insieme alla madre e a stretto contatto con l’uomo. Il punto di partenza è la gravidanza consapevole di una futura madre che sperimenti tutto il benessere della sua nuova condizione, perché i cuccioli, che reagiscono alle situazioni emotive della madre durante la seconda parte della gestazione, ne ricevano messaggi positivi. I cuccioli che allevo iniziano a respirare tra le mie mani e vengono tenuti in casa per tutto il primo mese di vita, in modo ad essere esposti agli stimoli positivi dell’abitazione degli umani che sarà l’ambiente di vita di questi futuri giganti. Nella fase neonatale vengono manipolati e stimolati regolarmente tutti i giorni per accelerare lo sviluppo del loro sistema nervoso e favorire la stabilizzazione della loro emotività. In questo modo i cuccioli ricevono un forte imprinting sull’essere umano e hanno le prime esperienze sensoriali utili alla maturazione del loro sistema nervoso e alla formazione della maggior parte dei riflessi primari che avranno poi da adulti. Durante il periodo di crescita sensibile (che va dall’apertura degli occhi fino ai 90 giorni), quando avviene il processo di impregnazione grazie al quale i cuccioli imparano a che specie appartengono, identificano il simile (la madre, i fratelli, gli altri alani maschi, femmine, adolescenti e giovani) e individuano i partner sociali disponibili (gli umani, i bambini, gli altri animali domestici, i cani estranei), garantisco ai cuccioli il continuo contatto con me e con la madre, visite di persone estranee, bambini, animali, altri cani di diverso sesso e diverse età, per offrire loro la possibilità di stabilizzare il loro umore attraverso l’educazione al corretto livello di reazione emotiva ai vari stimoli esterni. Lo svezzamento avviene senza separare i cuccioli dalle madri, in modo che siano loro a far sperimentare ai piccoli le fasi del distacco, costruendo le basi per poter loro insegnare in futuro a sopportare i momenti di solitudine cui saranno inevitabilmente soggetti nella loro convivenza con una specie diversa come quella umana. Per poter far questo, garantisco alle madri la possibilità di allontanarsi e di ritornare dai cuccioli quando vogliono e faccio in modo che siano loro a condurre la cucciolata nelle prime esplorazioni “a stella” in ambienti sconosciuti. La socializzazione con l’uomo e con l’ambiente continua quindi con le loro nuove famiglie, a cui consegno i cuccioli dopo i 70 giorni di vita e cioè dopo lo sviluppo della parte del cervello preposta al controllo delle emozioni sarà stato completato in compagnia della madre.

COME GESTISCE LA SCELTA DEI CUCCIOLI DA PARTE DELLE LORO FUTURE FAMIGLIE?
Io allevo al massimo tre cucciolate all’anno ed i miei cuccioli, normalmente, vengono prenotati con largo anticipo, consentendomi di sviluppare una relazione con i futuri proprietari che mi permetta di conoscerne e analizzarne per tempo le aspettative, lo stile di vita che intendono condividere con l’alano, il contesto familiare ed ambientale in cui verrà inserito.
All’età di 35/40 giorni circa, cioè prima che abbia inizio il periodo di socializzazione interspecifico e, quindi, di più ampio contatto con l’uomo, sottopongo i cuccioli al test di Campbell, con il quale è possibile individuare le tendenze caratteriali genetiche di base di ognuno di loro. Ottengo così un’indicazione importante, a supporto dell’orientamento caratteriale del cucciolo che ho potuto osservare nei giorni e nelle notti trascorsi vicino a loro, circa le caratteristiche innate che ogni cucciolo ha riguardo all’interazione sociale ed alla gerarchia, che potranno in seguito essere esaltate o mitigate nel percorso di crescita. Questa analisi, insieme alla valutazione morfologica e comportamentale complessiva di ogni cucciolo, mi permette di orientare le scelte delle future famiglie, che verranno compiute dopo i 50 giorni di età, e di individuare il migliore abbinamento possibile cliente/cucciolo. Il mio compito però non si esaurisce qui, perché la mia scelta è quella di continuare a seguire il percorso successivo che le famiglie faranno con il loro nuovo amico a quattro zampe. Mi adopero per una corretta impostazione di base della relazione con il cucciolo, fornendo indicazioni sull’educazione normativa, sull’educazione ai bisogni, sull’alimentazione e la profilassi da seguire durante la crescita. Intervengo direttamente, quando si rivela necessario, come professionista nell’educazione ed istruzione del soggetto, per insegnare ai clienti, attraverso l’approccio cognitivo all’apprendimento, come mettere in pratica l’educazione normativa del loro cane, percependo il valore della concertazione, intesa come l’unione delle nostre differenze di specie verso un obiettivo comune, cosa che per il cane, un predatore da branco, è naturale, mentre per noi, così individualisti, è una conquista. Seguo poi, per chi desidera intraprendere questo appassionante percorso, l’impostazione della carriera espositiva dei miei soggetti. Quando qualcosa non va nel modo giusto, propongo un percorso terapeutico per riequilibrare la relazione, aiutando i proprietari a recuperare consapevolezza, capacità di comunicazione e coscienza del nostro dovere educativo verso il cane. In questi casi, insegno loro a modificare i propri comportamenti per avere la possibilità di indurre il cane a cambiare i suoi, che, seppur indesiderati ai nostri occhi, per lui sono corretti, perché li ha acquisiti nelle esperienze di vita che gli abbiamo offerto. Li induco a migliorare il benessere del cane e della famiglia, costruendo una relazione di affidamento e di fiducia che permetta ad entrambi di andare oltre i propri limiti.
Mettere un cane nelle condizioni di mostrarci quanto vaste sono le sue intelligenze e quanto ricche sono le sue competenze, al di là delle sue vocazioni genetiche specifiche, permette infatti di provare una sensazione davvero grandiosa.

14 Bis Europeo BIS Euro dog Show


Intervista a Cesare Gilardi

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Abbiamo incontrato Cesare Gilardi a Meravigliosa Vita da Cani durante il 1 corso di formazione professionale di “Nutrizione e preparazione atletica del cane” organizzato dall’associazione. Durante una pausa del corso, interessante e impegnativo com’ e’ il tema trattato, Cesare Gilardi ha trovato il tempo per rispondere a qualche domanda.

-Cesare, la prima parte del corso di formazione sulla Nutrizione si e’ appena concluso. L’alimentazione del cane, e non solo, e’ un argomento complesso e pieno di variabili e le domande che stimola sono molte. Prima di addentrarci in temi specifici raccontaci come sei approdato nel mondo della cinofilia professionale
Alla fine degli anni ’70, dopo un incidente che mi ha fermato per parecchi mesi, ho passato molto tempo con il mio cane ed il nostro rapporto e’ diventato sempre piu’ profondo: ho capito cosi’ che la mia vita era nel mondo dei cani e che quella era la direzione giusta. Quindi nel 1980 ho cominciato questa meravigliosa avventura allevando una razza unica che si chiama mastiff.

-Qual’e’ la tua area di competenza e con quali altri professionisti del settore integri il tuo lavoro?
Proprio perche’ allevavo una razza cosi’ particolare, che necessitava di attenzioni sia alimentari che fisiche, ho iniziato ad approfondire questi aspetti, inizialmente come autodidatta e poi, quando ho capito che questo non era più sufficiente, nel 1989 ho cominciato un percorso scientifico che non è ancora finito. Attualmente,mi occupo di alimentazione, di preparazione atletica e di recupero di cani che hanno avuto problemi fisici per diverse ragioni, oltre che insegnare queste materie attraverso corsi di formazione e stage informativi.

-Il lavoro di recupero dei cani con problemi fisici avviene solo a terra o si svolge anche in acqua?
Il lavoro di recupero di cani con problemi di deficit di massa muscolare inizia sempre in acqua perche’ necessita di assenza di peso e poi, in una seconda fase, prosegue a terra
-Pensi che ci siano piu’ somiglianze o differenze anatomico-fisiologiche tra un organismo umano ed uno canino?
La differenza evidente a tutti e’ che i cani hanno due treni motori e l’uomo uno; da un punto di vista metabolico ci sono delle differenze e molte similitudini.

-Che cosa e’ per te l’alimentazione e che ruolo svolge nella prevenzione delle malattie?
L’alimentazione e’ fondamentale: e’ il carburante metabolico. Un’alimentazione corretta e’ il primo passo verso una vita sana. Consiglio a tutte le persone che vivono con un cane di non sottovalutare mai questo aspetto della vita del loro animale. Un organismo alimentato in modo corretto rispetto alle sue necessita’ ed in equilibrio psicologico si mantiene in salute.

-Durante la formazione affermavi che l’ideale sarebbe che il cane assumesse quattro piccoli pasti al giorno: secondo te il cane domestico si e’ allontanato fisiologicamente cosi’ tanto dal lupo per il quale vale la regola che si mangia quando si riesce a cacciare?
Si, sicuramente per il cane fare frequenti e piccoli pasti quotidiani e’ vantaggioso: in questo modo elimina soltanto i reali scarti metabolici assimilando tutti i nutrienti, penso che se anche il lupo potesse alimentarsi piu’ volte al giorno ne avrebbe enormi vantaggi.

-Cosa pensi dell’impoverimento proteico della dieta nei cani con problemi comportamentali di aggressivita’?
Sono un convinto assertore di questa teoria che ha basi scientifiche profonde. Attraverso un meccanismo complesso che coinvolge gli amminoacidi, triptofano e tirosina, e l’assunzione di proteine vegetali rispetto a quelle di origine animale. Questo meccanismo crea un giusto equilibrio tra i neurotrasmettitori serotonina, melatonina e adrenalina, dopomanina che influenza positivamente lo stato psicofisico del cane.

-La sterilizzazione e l’uso massiccio di vaccini richiedono delle diete personalizzate?
Per quanto riguarda i vaccini non so, non ho studiato sufficientemente l’argomento; nei casi di sterilizzazione sicuramente si: incrementare il calcio e riequilibrare gli ormoni e’ assolutamente necessario
-Quando si effettua un cambiamento radicale nella dieta del cane e’ consigliabile inserire gradualmente i nuovi nutrienti?
Dipende da che tipo di passaggio dietetico si effettua, vanno valutati caso per caso, ma non sempre serve gradualita’, addirittura in alcuni casi si preferisce un passaggio brusco. L’alimentazione risente di moltissime variabili che vanno valutate caso per caso.

-Alimentazione fresca od industriale?
Entrambe: dipende dalle esigenze alimentari del singolo cane e da quelle del proprietario che vanno sempre tenute presenti.

-E’ possibile imparare a leggere un’etichetta pur non essendo un esperto?
Si, diciamo che ci si puo’ orientare avendo delle minime conoscenze e ricercandole nell’etichetta
-Qualche consiglio pratico?
Leggere i valori proteici: 24% di proteine nella prima fase di crescita, 21% nella seconda, 19% nell’eta’ adulta e 19/17% in eta’ avanzata.
Controllare che non ci siano farine di carne.
Controllare che non ci sia eccessiva umidita’
I grassi devono essere equilibrati rispetto all’eta’ del cane ed alla attivita’ che svolge.

-La prima parte del 1 corso di formazione sulla nutrizione si e’ appena concluso: per chi non ha frequentato sara’ possibile iscriversi alle restanti 50 ore di “Preparazione atletica del cane”?
Si perche’ nel corso professionale di preparazione atletica sono incluse delle ore di alimentazione inerenti al tema trattato: vi aspetto numerosi e motivati!


Intervista a Graeme Sims

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Balto il nostro Alaskan Malamute, è stato il cane che ci ha cambiato la vita che ha dato vita all’idea di Meravigliosa Vita da. Cani, è stato così anche per te con il tuo Border Collie di cui parli in uno dei tuoi Libri?

Si, un cane può cambiare la vita.

Cosa spinge un professionista affermato, quale tu eri, a cambiare vita in modo così radicale?

Quando trovai Annie mi concentrai totalmente su di lei. Il mio lavoro nella pubblicità era terminato e avevo bisogno di valori veri.
Questi nuovi valori e il nuovo stile di vita ti ha portato ad affinare il tuo metodo d’addestramento ( che abbiamo avuto modo d’apprezzare). Quando hai capito che era quello il tuo destino?

Cambiai la vita di Annie in meglio e certamente lei miglior la mia. la gente ci guardava e diceva “toh un uomo con il suo cane”. Era molto di più quello che stava accadendo, e quel periodo di apparente inattività, era l’inizio del più grande e migliore cambiamento della mia vita. Sapevo che aver trovato lei significava più che un semplice evento fortunato. La concentrazione che prima dedicavo alla pubblicità era, da quel momento, tutta su di lei. ha Imparto tanto da me ma anche io da lei. Più di tutto ho scoperto che non bisogna stabilire dei limiti su ci che riteniamo sia il possibile ma bisogna puntare in alto.

Cosa, secondo te porta una persona a scegliere un determinato cane e cosa invece sarebbe giusto considerare quando si decide di prenderlo La relazione si può costruire, così, per caso?

Annie è stata il mio primo cane da lavoro ed ha acceso in me un amore vero e una forte ammirazione per i Border Collies. L’intensità nel Border Collie ha bisogno di soddisfazione che solo vere sfide possono offrire. Penso che potrebbero essere troppo pretenziosi per chi cerca solo un cane da compagnia.

È giusto affermare che ogni razza è intelligente a suo modo?

Ogni cane di razza è intelligente e buono. I sondaggi dicono che i Border Collie sono al top nei campionati d’intelligenza ma altre razze lo sono altrettanto, si tratta, semplicemente, di un altro tipo d’intelligenza.

Hai avuto modo di conoscere molti Border ” Italiani ” cosa ne pensi?

Si è vero durante i miei viaggi in Italia ho visto molti Border Collie. Il problema, molto spesso, non risiede in questi cani ma nei loro proprietari che non si rendono conto del potenziale del cane che possiedono e di quelli che sono i loro bisogni. Io vivo in una zona del Galles dove le pecore sono più numerose delle persone e quindi i cani hanno l’opportunità di lavorare esattamente per ci per cui la loro razza è stata creata, e il loro sguardo di soddisfazione e le loro facce felici mi dicono tutto ci che ho bisogno di sapere. I Border Collie sono molto bravi in agility ma è solo un sostituto di ciò che realmente hanno bisogno. Per rispondere alla tua domanda, ho visto molti bravi Border Collie in Italia ma pochi di essi con l’eccezionale consapevolezza che solo lavorando con le pecore riescono a sviluppare.

Non ti piacerebbe conoscerli meglio e magari vederli finalmente al lavoro?
Si certo ne sarei felice.

Vorremmo invitarti di nuovo il prossimo anno per uno stage sul lavoro, sullo sheepdog, ci dai una data?

Per uno stage di sheepdog c’è bisogno di un po’ di tempo e 2 giorni non sono sufficienti l’ideale è quattro giorni, pensavo al primo weekend di Aprile il 3-4-5-6.

Allora la data è fissata, un’altra sola domanda: le pecore le porti tu?
Ahahahah, in aereo?