Il Lavoro attraverso il Figurante Preparatore

Un grande Cinologo disse: “ Un cane che non ha L’opportunità di imparare ad usare le sue abilità innate appassisce emotivamente ed è una creatura pietosa”

Proprio questo è il fine di questo stage: cercare di scardinare, di insegnare e canalizzare le abilità innate del tuo cane. Attraverso il lavoro di Figurante e profondo conoscitore delle doti naturali dei cani Davide Pajola ti insegnerà come fare, anche attraverso la collaborazione tra conduttore e figurante.

Programma

  • Il ruolo del figurante e del conduttore
  • Le abilità innate ( doti naturali )
  • Le motivazioni
  • Canalizzazione dei comportamenti
  • L’uso degli strumenti: Straccetti, manicotti e maniche
  • Come strutturare gli attacchi
  • Tecniche di addestramento

Quote di Partecipazione

La data prevista per lo stage è il 18/19 Marzo in caso di restrizioni COVID verrà fissata altra data

  • Iscrizione uditori € 85,00
  • Iscrizione binomi € 125,00

Come Iscriversi

Puoi Scaricare il modulo qui sotto o richiederlo alla mail meravigliosavitadacani@gmail.com. Compilalo e firmalo allegaci il versamento della quota di partecipazione e rispediscilo alla stessa mail

Attenzione: l’iscrizione si formalizza esclusivamente con la ricezione del modulo d’iscrizione e la quietanza di versamento quota di partecipazione

Note sul Relatore

Davide Pajola: appassionato Cinofilo, percorso formativo iniziato nel 2001 presso la scuola di formazione cinofila SIAC fondata da Vittorino Meneghetti, percorso terminato nel 2006. Istruttore SICS veneto per la preparazione dei cani da salvataggio. Nel 2008 si approccia al mondo del IGP formandosi attraverso corsi nazionali e internazionali.


QUANTE COSE DOVREBBERO CAMBIARE

QUANTE COSE DOVREBBERO CAMBIARE

Asti: amputato piede ad agente aggredito da Pitt Bull. Pesicce: Pitt Bull fugge e aggradisce un cagnolino uccidendolo. Pincher sbranato al parco da un grosso cane.

Ormai i cani fanno più vittime degli incidenti stradali, qualcosa non sta funzionando cerchiamo di analizzare i perché.

C’è poca selezione, cosa intendo? Il 99% dei cani che vivono in famiglia sono frutto di una selezione: si sceglie un maschio e lo si accoppia con una femmina ( selezione artificiale ). Spesso ci si basa sulla bellezza dei soggetti trascurando la parte caratteriale. Un buon accoppiamento dovrebbe tenere conto in primo luogo del carattere. Per carattere si intende le doti naturali che sono alla base della “ Cultura “ del cane. 

Le doti naturali ben equilibrate tra loro, fanno di un cane un soggetto con solidità nervosa pronto ad affrontare la vita, il lavoro e lo sport con equilibrio.

Gli allevatori che spesso prediligono il campione da Expo, con il nome altisonante per dare lustro al proprio, il riproduttore lo si conosce in foto, magari é lontano 1000 km o anche di più’, non si  indaga sul carattere del riproduttore, sulla sua solidità nervosa, se ha dato origine a progenie sana ed equilibrata.

Figuriamoci se tutto questo viene preso in considerazione da una persona comune che decide di fare una cucciolata, perché pensa che se un cane non fa sesso non é un cane sereno.

Manca una seria cultura cinofila diffusa, non si rispettano le leggi, le pene sono troppo miti, alla fine se un cane aggredisce qualcuno la responsabilità primaria é del sicario, cioè il cane, non del mandante, il proprietario. Il  cane spesso paga con la vita, il proprietario con un’ammenda.

La legge dice che se sei passato in giudicato per alcuni reati non puoi detenere un cane, legge facilmente aggirabile; lo si intesta ad un altro, oppure neanche lo si intesta lo si detiene e basta, (moltissimi cani sono senza microchip ) così non si corrono rischi se il cane scappa o morde qualcuno. Il cane? Mica é mio?

Gran parte delle aggressioni avviene tra le mura domestiche, la cultura cinofila attuale tende a curare i sintomi non a prevenire. La la lobby dei medici veterinari sostiene che oggi la medicina veterinaria ha fatto passi da gigante ed è in grado di curare moltissime patologie, questo è eccezionale. C’è un particolare, la sanità veterinaria, non é pubblica, é privata, più patologie si curano più i medici guadagnano, quella umana ( almeno in Italia) invece é pubblica, i costi ricadono sullo stato e quindi si fanno campagne preventive. Anche la medicina veterinaria comportamentale lavora nella  stessa direzione curando le problematiche comportamentali quasi esclusivamente con farmaci,  politica molto redditizia, celandosi a quelle che loro sempre e comunque considerano Patologie e di conseguenza la necessità di terapie, quando in realtà il cane non é malato, non ha la possibilità di esprimersi, tutto questo grava sulle spalle del povero e inconsapevole proprietario.

Campagne mediatiche sui social ( oggi contano più i like che una sentenza di cassazione ) di buonismo, di anti specismo ha portato il cane ad essere vittima designata.  Si sostiene  che Il cane é libero di scegliere, ai cani viene imposto il lavoro, il disagio del cane é imputato agli strumenti, pettorina si pettorina no, colare si collare no. Il cane in realtà ha bisogno di una guida, di svolgere un lavoro o un surrogato di questo, lo sport. È un animale cognitivo molto più di altri, ma il suo carattere il suo modo di essere appagato é sopratutto istintualità. Quella istintualità che lo ha portato e seguirci nel corso della nostra storia, che l’uomo ha saputo plasmare in una specie unica, senza conoscere la genetica e la tecnologia, come indispensabile ausiliario nel lavoro e negli affetti.  Il  cane in cambio cosa ci ha chiesto? Una ciotola, un posto caldo dove riposare e un po’ di coccole. 


I CUCCIOLI

I CUCCIOLI

Nei primi mesi di vita il cucciolo ha bisogno di essere avviato al mondo. 

Alla nascita il compito spetta alla mamma. In questo periodo insorge il bisogno d’attaccamento, ma non é il cucciolo a farlo, è la mamma, perché l’unico senso che la natura ha concesso al neonato é solo uno: il tatto. Immediatamente dopo compare l’olfatto, l’udito e la vista si svilupperanno solo nelle settimane successive e questo permette al cucciolo di percepire le differenze di temperatura così da potersi dirigere verso i capezzoli materni. L’attaccamento neo natale, nella madre sembra derivare dalla presenza di feromoni, i feromoni dell’adozione, presenti nel liquido amniotico che la mamma incontra quando rompe il sacco amniotico dei cuccioli. 

Questo favorisce lo svilupparsi delle cure parentali come l’allattamento e la protezione della tana. Ciò vale anche per le femmine che partoriscono per la prima volta.

Dopo pochi giorni, quattro o cinque, le mammelle della mamma iniziano a secernere i feromoni d’appagamento che favoriscono legame di attaccamento verso di lei. A questo punto il legame tra madre e cuccioli diventa più forte, coinvolgendo anche i fratelli. Da questo momento la madre costituirà il punto di riferimento più sicuro in assoluto, ma nonostante tutto ciò, il cucciolo sarà capace di attaccarsi anche ad altri individui, sia suoi simili che umani.

Con la comparsa dei primi denti, ogni qualvolta il cucciolo si attacca al capezzolo, provoca nella mamma un forte dolore e gradirà sempre meno questa pratica. D’ora in poi, questo legame comincia a dissolversi, ma la mamma rappresenterà  per il cucciolo sempre un  importante punto di riferimento. 

Grazie a lei i cuccioli cominciano le esplorazioni del mondo esterno, dedicandosi a quella che é   definita “esplorazione a stella”: il cucciolo si allontana dalla madre per esplorare l’ambiente, al  minimo disagio come emozioni negative o timore torna immediatamente indietro per poi allontanarsi di nuovo non appena riacquista sicurezza.

Intorno ai 60 giorni il cucciolo, guidato dalla mamma ha acquisito abbastanza sicurezza ed é pronto per arrivare in famiglia. Inizia così il periodo di attaccamento secondario, quello alla famiglia d’adozione: quando il cucciolo viene adottato da una famiglia umana, grazie alla capacità di attaccamento anche agli interspecifici avvenuta nel periodo precedente (da 0 a 60 giorni di vita), il cucciolo è in grado di trasferire questo legame ai componenti della nuova famiglia che diventeranno il suo nuovo punto di riferimento.

Il legame di attaccamento favorisce uno stato di benessere che coinvolge entrambi i componenti,  sia la famiglia che il cane. Nello specifico, in presenza dell’uomo, diminuisce nel cucciolo la paura in situazioni di minaccia o nell’approccio a nuove esperienze.

Ecco perché é importante, quando arriva un cucciolo a casa, concedergli un periodo di ambientamento, nel quale la famiglia non obblighi al nuovo arrivato, per esempio, l’imposizione del luogo dove stazionare o riposare, non dettare immediatamente regole, non sgridarlo quando lascia i bisogni in giro per la casa. È importante anche interagire con lui nell’esplorazione dei nuovi ambienti interni alla casa, o in giardino o all’esterno, rassicurandolo nei momenti d’insicurezza o di paura: questo accelera il processo di attaccamento secondario.

Esiste un altro periodo secondario per il cucciolo, quello della socializzazione: anche questo periodo é abbastanza breve e coincide quasi sempre con l’arrivo del cucciolo nella nuova casa e si protrae fino al quarto, quinto mese, al massimo. È la conoscenza del mondo, tutto quello che il cucciolo vedrà, sentirà o con cui interagirà, rimarrà in modo indelebile nella sua mente, quindi é bene che siano il più possibile esperienze positive.

La conoscenza di queste dinamiche e comportamenti nei cuccioli ci permette di avere accanto un cane adulto equilibrato, affidabile e sicuro di sé.


SI FA STRADA UNA NUOVA TEORIA

SI FA STRADA UNA NUOVA TEORIA

Questa nuova possibile teoria sulla domesticazione contrasta tra le due più accreditate: quella secondo cui i lupi si siano avvicinati all’uomo perché ottenevano avanzi di cibo e quella in cui l’uomo ha adottato cuccioli di lupo per poi crescerli.

Alcuni cuccioli di lupo sono inaspettatamente disposti a giocare a riporto, secondo uno studio su alcune cucciolate di lupi, si é notato che alcuni recuperavano una pallina lanciata da uno  sconosciuto riportandola in dietro su richiesta.

Comportamento che non sorprendente se fosse un cane. Si pensa che i lupi siano meno sensibili agli stimoli umani perché non hanno attraversato migliaia di anni di domesticazione.

Una delle teorie sul modo in cui i cani sono giunti alla domesticazione é che i lupi grandi e pericolosi carnivori, si siano avvicinati all’uomo Più di 15.000 anni fa, quando gli umani erano ancora cacciatori-raccoglitori, questo grande predatore iniziò in qualche modo ad avvicinarsi all’uomo, diventando alla fine il loro “migliore amico”.

Per tentare di ottenere indizi su come ciò possa essere accaduto, scienziati come Christina Hansen Wheat dell’Università di Stoccolma in Svezia hanno studiato le differenze tra cani e lupi moderni. Parte del del loro lavoro, era allevare cuccioli di lupo, nutrendoli e abituandoli alla loro presenza, senza mai giocare o tentare di addestrarli.

All’età di 8 settimane, i cuccioli sono stati sottoposti a una serie di test comportamentali standard da persone che non avevano mai visto prima.

Questa serie di test viene normalmente utilizzata dagli allevatori di cani, afferma Hansen Wheat, per valutare come si comportano i loro cuccioli in situazioni sociali.  “Il test del riporto della pallina fa parte di questa serie. Non era affatto quello in nostro obbiettivo “, dice.

La persona che ha condotto il test ha lanciato una pallina da tennis e ha esortato il cucciolo di lupo a riportarla indietro.  Due cucciolate non sono riuscite a farlo e questo non ha sorpreso gli scienziati.

” Ci sono alcune ipotesi che dicono che la capacità di comprendere i segnali sociali umani sia un tratto unico del cane, un tratto che è comparso dopo la domesticazione “, spiega Hansen Wheat, quindi andare a prendere a comando non è un comportamento da lupi.

Ma poi la terza cucciolata ha superato i test. Mentre venivano osservati, uno dei cuccioli è andato a prendere la palla e l’ha restituita alla persona che eseguiva il test, secondo quanto descritto sulla rivista IScience.

” Quando ho visto il primo cucciolo andare a prendere la pallina – parlandone ho ancora la pelle d’oca – è stata una grande sorpresa”, dice Hansen Wheat.  “Ma non era solo uno, in realtà erano tre di loro. È stato molto eccitante.”

“ Poiché di 13 cuccioli testati 3 lo hanno fatto spontaneamente,  potrebbe non essere solo una caratteristica del cane la volontà di andare a prendere una pallina”, dice.  “Invece, potrebbe essere un tratto del lupo che esisteva nelle popolazioni di lupi ancestrali ”

“ Potrebbe essere stato qualcosa che abbiamo cercato di selezionare durante la prime fasi della  domesticazione”, afferma Hansen Wheat.  ” I cuccioli di lupo che mostravano questo comportamento , durante le prime fasi della domesticazione, avrebbero potuto avere un vantaggio selettivo, se fossero riusciti a stabilire una connessione con i nostri antenati”.

Da notare che i ricercatori che lavorano con i lupi in genere non hanno abbastanza animali da testare.  Ciò significa che gli scienziati potrebbero semplicemente non avere abbastanza dati per rilevare questi tratti rari, rendendo difficile vedere differenze mentre tentano di confrontare lupi e cani.

 “Penso che sorprenderà molti proprietari di cani, tanto quanto ha sorpreso me, il fatto che i lupi possano effettivamente andare a prendere una pallina per riportarla ad una persona”, dice.

Evan Mac Lean, che studia il cognitivismo del cane all’Università dell’Arizona, dice che questa è un’osservazione interessante che nessuno aveva fatto prima.

” Per quanto ne so, questo è in realtà il primo test in assoluto per verificare se i lupi possono fare qualcosa del genere “, dice.

Guardando il video, Mac Lean vede due comportamenti distinti: in primo luogo, il rincorrere la palla e morderla, e poi tornare dalla persona mentre la tiene in bocca,  A lui, non sembra essere esattamente lo stesso tipo di gioco di “riporto” orientato agli obiettivi che un cane fa con il suo proprietario.

” Penso che sia un’osservazione intrigante che possa aprire una serie di domande e studi interessanti che potrei svolgere per guardare a questo in un modo più scientifico e sistematico”.

I lupi si comporterebbero in questo modo se ci fossero distrazioni nella stanza, ad esempio,  se la palla fosse lanciata da una macchina invece che da una persona?

Non c’è unità di vedute  su come sia avvenuta la domesticazione del cane, se alcuni lupi più docili  hanno iniziato a gironzolare negli accampamenti umani per ottenere avanzi o se gli umani hanno rapito attivamente i cuccioli di lupo per allevarli.

In tempi recenti, osserva Mac Lean, i lupi sono stati cacciati in gran numero dagli uomini, quindi i lupi di oggi potrebbero essere molto più diffidenti nei confronti delle persone rispetto alle popolazioni del passato.  ” È possibile che le popolazioni moderne siano molto diverse dalla popolazione che ha effettivamente dato origine ai cani”, afferma.

I cani sembrano essere più sensibili ai gesti umani, come l’indicare, altre specie non lo sono, compresi i nostri parenti più stretti, gli scimpanzé.

” I cani sono diventati speciali in questo senso”, dice Mac Lean, ” e alcune persone, me compreso, affermano che forse questo è qualcosa di veramente insolito, qualcosa è cambiato durante la domesticazione dei cani”. 

Fonti di  Nell Greenfieldboyce dal sito nr.org

Video dei test

https://www.npr.org/2020/01/16/796715763/fetching-with-wolves-what-it-means-that-a-wolf-puppy-will-retrieve-a-ball?fbclid=IwAR0dYSf9-ZjlSI5TMaPjUekJg8wQs6KNp0MIJYmMt8GU6-45IVUn0AOqKsk&t=1631004548670&jwsource=cl


IL CLIKER TRAINING

IL CLIKER TRAINING

Non si divertono, i cani da soli non si divertono, non sanno tenersi occupati, aspettano sempre qualcuno che gli dia il La. Con il Cliker trainer possiamo stimolare la mente del nostro cane, gli insegnano a pensare attraverso l’apprendimento  

Il Cliker Training é una tecnica di addestramento sviluppata sugli studi del Prof. Buurrhus Frederic Skinner sfrutta il condizionamento operante e il modellaggio dei comportamenti per approssimazioni successive” o Shaping, rappresenta la  tecnica che permette di ottenere un apprendimento più rapido e che consiste nel rinforzare approssimazioni successive alla risposta che ci si prefigge di ottenere. 

Questa tecnica é alla base per l’addestramento dei cani in aiuto alle disabilità motorie o uditive.

Come funziona: ogni volta che il soggetto si avvicina all’obbiettivo, esempio raccogliere un oggetto, ( target ) prefissato prima della sessione di training, l’istruttore fa suonare il cliker ( click ) e rinforza il cane con un premio, sotto forma di cibo, coccole o gioco. 

Il rinforzo, inizialmente, non sarà collegato ad una risposta specifica, ma basta la vicinanza all’obbiettivo. L’individuo apprende rapidamente, la gratificazione ( rinforzo ) fa stazionare maggiormente in tale zona. Una volta che questa risposta di orientamento verso la zona dell’obbiettivo, risulterà assodata, l’istruttore non rinforzerà più tale atteggiamento, ma dispenserà gratificazioni, solamente quando il soggetto, presenterà una risposta che si avvicina a quella desiderata, anche se inizialmente l’approssimazione potrà essere piuttosto lontana dal target. 

Quindi inizialmente potrà essere sufficiente che il soggetto si avvicini all’obbiettivo, o addirittura si orienti solamente verso quella zona, poi sarà sufficiente che lo annusi o lo sfiori, poi che tocchi con una qualsiasi parte del corpo l’oggetto da raccogliere ( esempio sopra ), e così di seguito, fino ad arrivare ad una risposta sempre più precisa che permetterà di ottenere il comportamento desiderato. Dobbiamo sempre ricordarci che Un comportamento é composto da più azioni come, per esempio per formare un concetto c’è bisogno di più parole.

Il Cliker Training consente di plasmare il comportamento di un individuo nel modo desiderato in maniera graduale, anche quello più complesso, esempio: prendere un oggetto e portarlo in un punto desiderato,  la condizione che tale comportamento si possa verificare è necessario che l’individuo lo emetta spontaneamente anche se inizialmente in forma semplice, il cane sceglie ciò che é più opportuno fare. 

A questo punto, attraverso lo shaping, sarà possibile modellare le azioni ed ottenerne e di  parzialmente nuove e concatenate ( chaining ) qui però entriamo in un‘altro step dell’apprendimento con il Cliker Training.


CE LO DICE ANCHE LA SCIENZA

CE LO DICE ANCHE LA SCIENZA

Internet é un mezzo potente, ci consente di confrontarci con altri, di prendere spunti, di crescere professionalmente e di avere conferma dal punto di vista scientifico sulle nostre convinzioni ed esperienze. Per esempio l’addestramento

Per creare le abilità di un individuo, concorrono più fattori: sia genetici che ambientali, questi ultimi soprattutto di natura esperienziale. Queste, sviluppano la capacità di un individuo nel cercare risolvere problemi. Esiste un ulteriore fattore da prendere in esame per lo sviluppo di queste abilità cognitive; si tratta del bagaglio addestrativo al quale un cane è stato sottoposto, fattore da mettere in relazione anche con le maggiori capacità del cane di comunicare con l’uomo e comprenderne i segnali comunicativi che vengono scambiati.

Esercizi di riporto

Nel 2008 é stato condotto uno studio che aveva come scopo quello di far capire ad un gruppo di cani che tra due ciotole di cibo una era più conveniente perché piena e l’altra quasi vuota. Vennero presi cani che avevano in precedenza eseguito addestramento e cani che non avevano mai fatto alcun tipo di training. Fù chiesto loro di scegliere tra la ciotola mezza vuota e quella piena cercando di indurli ovviamente su quella piena. Nel primo test, i cani sono stati lasciati liberi di scegliere in autonomia e non si notarono differenze significative tra i due gruppi; addestrati e non addestrati. Nel test successivo, i proprietari, tentarono di convincere i loro cani a scegliere a scegliere la ciotola mezza vuota, usando posture corporee, gesticolando e la voce. I cani addestrati paragonati ai cani che non avevano mai eseguito addestramento,, si sono rivelati meno disponibili  a seguire le indicazioni proposte dai proprietari, cioè giustamente, le indicazioni della ciotola mezza vuota.

Esercizi di Agility

Da questo studio, si può evincere che i cani, sottoposti, durante la loro vita, ad un qualsiasi tipo di attività cinofila, risultano avere un’indipendenza cognitiva superiore rispetto a cani non addestrati. I cani addestrati risultano essere più capaci nella risoluzione di problemi risolvendoli in maniera autonoma, sono capaci di ragionamento, rendendoli meno propensi a commettere errori in seguito ai suggerimenti sbagliati del proprietario.

Sempre nel 2008 é stato eseguito uno studio, dove due gruppi di cani; nel primo, c’erano cani  che nel loro passato avevano fatto una qualche forma di addestramento, il secondo si componeva di soggetti che non avevano mai fatto attività di addestramento. Ad entrambi i gruppi é stato messo davanti un problema da risolvere, quello di aprire un contenitore contenente cibo schiacciando un pedale o sollevando il coperchio con il muso. Il gruppo dei cani addestrati, interagiva con la scatola per maggior tempo, ed erano in grado di risolvere il problema molto più rapidamente e con maggior facilità rispetto al gruppo di cani che non erano mai stati addestrati. Questi ultimi, avevano una tendenza maggiore nel guardare gli sperimentatori ed il proprietario, come se fossero in cerca di un aiuto.

Già nel 2003 altri studi scientifici eseguiti in modo analogo, avevano dimostrando che cani addestrati, erano molto più abili nello svolgere esercizi proposti dagli sperimentatori.

Oggi si sente parlare o scrivere del contrario e cioè che, il cane addestrato e la performance riducano il cane ad una marionetta, ad un essere senza anima, incapace di relazionarsi con il mondo Questi studi ci fanno capire quanto sia importante l’addestramento, per avere un cane con la mente aperta. E non venitemi a dire che c’è addestramento e addestramento, questo già lo so.

Chi voglia approfondire l’argomento 

MARSHALL-PESCINI S., VALSECCHI P., PETAK I., ACCORSI P.A., PRATO PREVIDE E. (2008).

PRATO PREVIDE E., MARSHALL-PESCINI S., VALSECCHI P. (2008).

 OSTHAUS B., LEA S.E.G., SLATER A.M. (2003). 

“Training influences problemsolving abilities in dogs.” In: Proceedings oft he Animal BSAS Conference,


CI AVEVI MAI PENSATO?

CI AVEVI MAI PENSATO?

Calpestarla pare che porti fortuna, ma la cacca dei cani può diventare un grande problema ma sappiamo esattamente come eliminarla?

Gli escrementi dei nostri amici sono dannosi non solo per la salute e per le nostre scarpe ma anche per l’ambiente. La cacca del cane lasciata a terra non si decompone in breve tempo, possono passare settimane, a volte mesi. Senza contare il veicolo privilegiato per batteri, virus e altri parassiti. Va quindi prima di tutto raccolta. E questo è normale buonsenso. 

Ho letto da qualche parte che: solamente negli Stati Uniti, i 78 milioni di cani producono oltre 10 milioni di tonnellate di rifiuti solidi. È l’equivalente di 267.500 camion pieni. E considerato come i proprietari che decidono di smaltire correttamente questi rifiuti fisiologici siano ancora la minoranza, si può parlare di vera e propria emergenza ambientale e igienica;

Ma poi come la dobbiamo smaltire? 

È uso comune gettare il sacchetto pieno nell’indifferenziata, molti comuni lo suggeriscono ma ci sono anche altre possibilità di smaltimento

Se avete la fortuna di avere un giardino, potete pensare di costruirgli una piccola fossa biologica dove gettare le cacche raccolte nel vostro giardino. È una soluzione assai economica perché tutto ciò di cui avete bisogno è di un secchio forato sul fondo con coperchio, da seppellire nel vostro cortile. Al fine di assicurarsi che i rifiuti si decompongano adeguatamente però, bisogna ricordarsi di versarci dentro almeno una volta al giorno dell’acqua con degli appositi enzimi, simili a quelli utilizzati per I WC chimici, che ne favoriscono la decomposizione.

Per chi non ha un giardino, per cacche c’è l’obbligo di legge e morale di raccoglierle durante le pasteggiate, il metodo ideale e più semplice é usare i sacchetti bio degradabili. A differenza delle normali bustine di plastica, questi  sono facilmente convertibili in elementi naturali.

È possibile così smaltire le cacche nel WC di casa invece che lasciarli nelle pattumiere é il metodo più sicuro. Ogni rifiuto canino contiene migliaia di  microorganismi potenzialmente dannosi, il sacchetto bio degradabile é l’ideale per questo tipo di smaltimento.

Noi a Meravigliosa Vita da Cani da cani abbiamo scelto la piccola fossa biologica. Niente più sacchetti e cattivi odori in giro, la salute , l’igiene e l’ambiente ringraziano 

Foto dal sito dog-lovers.com


L’ALCHIMIA DELE DOTI NATURALI

L’ALCHIMIA DELLE DOTI NATURALI

Un cane che ha grande solidità ed equilibrio, sempre disponibile, concentrato, instancabile, ma senza esagerazioni, Tutto merito va all’alchimia delle doti naturali (innate).

La DOCILITÀ “marcata” mi dà la possibilità di avere sempre vicino e attento il cane senza quasi mai doverlo rimproverare, sia nel lavoro che nella vita quotidiana.

La SOCIALITÀ “marcata” spinge Il cane a salutare prima gli umani, i sui grandi amici, poi i loro cani.

Il TEMPERAMENTO “vivace” gli dà la possibilità di essere sempre pronto a divertirsi sia con un gioco che nel lavoro o con i suoi simili.

La TEMPRA “malleabile” le permette di comunicare al meglio le sue sensazioni, facendola riflettere riguardo ogni esperienza, per poi affrontarle senza paura.

La VIGILANZA “corta” gli consente di tenere sotto controllo, senza inutili allarmismi, i suoi e i nostri spazi.

POSSESSIVITÀ “corretta” gli fa capire facilmente cosa le appartiene e cosa no.

AGGRESSIVITÀ  insieme al suo istinto predatorio, gli consente di affrontare ogni minaccia nel giusto momento.

La CURIOSITÀ “spiccata” gli dà lo slancio di capire immediatamente cosa e chi ha di fronte.

La COMBATTIVITÀ, gli consente di affrontare la minaccia quando diventa attacco e la affronto si fa duro

L’alchimia di tutte le doti naturali fanno di un cane un Cane con la C maiuscola, con cui convivere ed affrontare tutte le situazioni quotidiane e di lavoro. Conoscerle è essenziale per un istruttore che si rispetti. Queste doti vanno testate, coltivate e incanalateper far crescere il cane nel modo sano.


SUPERFICIALITÀ O IGNORANZA?

SUPERFICIALITÀ O IGNORANZA?

Non é la prima volta che mi capita di aiutare giovani mamme che cercano di far di tutto per aiutare i loro bambini afflitti da disturbi del comportamento, anche quello di accogliere, su consiglio dei loro Medici, un cane in casa.

Aura

Purtroppo questi non sono casi isolati, ogni tanto si legge di famiglie disperate in cerca d’aiuto perché il loro cane invece di migliorare la situazione la sta peggiorando.

Non é mia intenzione attaccare professionisti come gli  psicologi infantili o altre figure simili che svolgono un lavoro assai complicato, però un appunto é doveroso. 

Non basta solo consigliare di prendere un cane in casa, per giunta cucciolo, c’è bisogno di molto di più.

Non basta conoscere i protocolli come quello dei cani IAA ( Interventi assistiti con gli animali ),  sono cosa ben diversa dall’avere un cane in casa 24 ore su 24.

Suggerire l’arrivo di un cane in casa può essere di grande aiuto per questi bambini, ma un cane non vale l’atro, il terapeuta e la famiglia dovrebbero prima confrontarsi con chi i cani li conosce, un professionista, ed insieme a loro cercare il piú idoneo alle esigenze e alla situazione

Qual’e il cane ideale?

Morfologicamente dovrebbe essere di taglia media, massimo 20 kg, escluderei i cani di piccola taglia al di sotto dei 10 kg, non avere un mantello troppo scuro, possibilmente con le orecchie pendenti.

Un cucciolo di pochi mesi é sconsigliabile,  tendono a mordicchiare per curiositá e sono in genere troppo esuberanti.

Caratterialmente dovrebbe essere un cane che abbia avuto un ottima socializzazione “ con i nervi saldi “ con altissima docilità, una tempra malleabile, una marcata socialità e un temperamento normale ( scale dei valori tratte dal manuale di psicologia canina applicata, autore Vittorino Meneghetti).

Molte di queste caratteristiche, in gran parte sono riscontrabili, peso a parte, nei Retriver ( Labrador e Golden ), oppure in molti meticci.

Prendere in seria considerazione la disponibilità della famiglia, già impegnata con grande sforzo  nelle dinamiche del proprio figlio, ad occuparsi anche dell’inserimento corretto del nuovo arrivato in famiglia.

Un compito difficile per tutte le figure coinvolte, ma assolutamente necessario per non incappare come spesso accade in clamorosi fallimenti. 

Meravigliosa vita da cani si mette a disposizione gratuitamente per queste particolari esigenze.

Nella foto Aura presa per aiutare un bambino, nonostante avessimo sconsigliato di tenerla, perché di carattere troppo fragile, oggi é ancora in famiglia anche se costantemente sorvegliata nell’interazione con il bambino rendendo ancora più complicata la situazione.   


L’orologio dei cani

LO SCORRERE DEL TEMPO NEI CANI.

Si pensa, ahi me, che i cani non seguono il nostro stesso scorrere del tempo, inteso come minuti e ore ed agisce per “abbinamento” cioè quando per esempio, il vicino di casa esce sempre alla stessa ora, questo sta a significare che è ora del pasto o della passeggiata o dell’arrivo del proprio amico umano.

Non è proprio così,  esiste il ritmo biologico o orologio biologico e i ritmi circadiani, il cui funzionamento è stato addirittura premiato con il Nobel per la medicina nel 2017. Assegnato a Jeffrey C. Hall, Michael Rosbash and Michael W. Young

I ritmi circadiani si verificano senza la necessità di alcun intervento esterno. Si sviluppano in rapporto al sonno o alla fame. Gli esperimenti realizzati hanno dimostrato che si ripetono in modo ciclico, rispettando intervalli regolari legati ai cambiamenti di luce e temperatura.

Uno degli studi più noti, perché descritto anche da una serie televisiva di Discovery Channel, è quello sul canto del gallo. Il gallo canta sempre, tutte le mattine, all’approssimarsi del sorgere del sole ma perchè? Si è pensato di chiudere un gallo all’interno di una stanza buia senza finestre per alcuni giorni  la reazione del gallo è stata quella di cantare ogni mattino all’approssimarsi del sorgere del sole come se fosse all’aperto.

il canto dei galli all’alba, infatti, non dipende dalla percezione di stimoli ambientali quali l’aumentare della luce, ma dall’orologio circadiano di questi pennuti, che è governato da precisi processi biochimici complessi al suo interno ( vedi Nobel 2017 ).

Quindi perché il cane che dovrebbe seguire l’abbinamento: vicino di casa va a lavorare è ora della passeggiata? Noi umani non seguiamo questi ritmi non perché non abbiamo l’orologio biologico o ritmi circadiani ma perché ci affidiamo alla tecnologia ( orologi, sveglie ) e non li prendiamo più in considerazione, diciamo pure che il nostro orologio biologico non spacca il minuto e la puntualità sembra sia una virtù 

Pensate proprietari di cani che affermano che a vertono il ritorno di un componente famigliare anche 1 ora prima del suo arrivo o i vostri che ogni mattina o quasi vi viengono a svegliare con una bella leccata sul viso, è sempre la stessa ora, 10 minuti più 10 minuti meno, ma non è così preciso come il vostro vicino che esce di casa esattamente alla stessa identica ora, se mai per il cane questo non è “abbinamento” ma una conferma che il suo orologio interno funziona o che non funziona bene a causa di un eccessivo uso di farmaci o di una nutrizione scorretta. 

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